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Antico Torchio nella Fraz. di Croveo utilizzato fino agli anni '60 per la macina di una pera particolare "Pir" acidula e liquorosa, che pressata dava il vino di pir, bevanda molto apprezzata ed unica.

Il Torchio di Croveo in Val Antigorio

A Croveo, in val Antigorio, una piccola frazione del Comune di Baceno, è stato restaurato un torchio antichissimo, forse uno degli ultimi esemplari rimasti di tal genere.
All'interno la sua struttura funzionale è rimasta pressoché inalterata. La costruzione risale a tempi lontanissimi: i documenti trovati risalgono al 1860, ma la sua storia è certo antecedente a questa data.
Alla morte del proprietario Giuseppe Lusetti, avvenuta nel 1882, il torchio fu frazionato ed ebbe anche otto proprietari.
Il suo uso non era però riservato ai soli proprietari, ma ad esso affluiva tutto il paese.
Gli anziani di Croveo ricordano ancora con affetto e nostalgia le serate autunnali ed invernali passate al torchio che ha funzionato fino al 1951, quanto, visto lo stato di decadenza, che ne curava l'andamento non ha più potuto garantire il funzionamento.
D'altra parte, più nessuno, negli ultimi tempi produceva e raccoglieva quel particolare di pera dal quale si estraeva una specie di vino dolce che da secoli era l'unica bevanda accessibile a tutti che sostituiva il vino su tutti i tavoli e per tutto l'anno.
Ogni famiglia, in autunno a maturazione non ancora completata, coglieva il prodotto degli alberi di "pir" (così veniva chiamato il frutto) e, a turno portava alla sera le gerle colme al torchio, dove le pere venivano schiacciate in una specie di pasta dalla quale, pressata per l'interno giorno successivo, si ricavava quel particolare vino.
La bevanda bianca e dolce ottenuta veniva conservata in damigiane aperte, in modo da permetterne la fermentazione e poi consumata durante l'anno.
Nei primi tempi il torchio veniva usato anche per macinare e pressare le noci dalle quali si ricavava l'olio.

Tratto da:
un articolo pubblicato su "Ossola Cusio Verbania"
dicembre 1994
Scritto da Maria Dattrino

Il Torchio di Croveo

Non è certo agevole stabilire l'anno esatto in cui la popolazione di Croveo sentì la necessità di fabbricare un torchio come quello tutt'ora esistente.
La sua prima utilizzazione si può far risalire probabilmente all'inizio del secolo scorso.
Con il termine "Torchio" si vuole indicare non solo il torchio vero e proprio ma anche il caseggiato nel quale è situato e nel quale è presenta anche una macina.
Il torchio infatti serviva a pressare ciò che in precedenza era stato macinato.
In esso venivano macinati e poi pressati vari prodotti a seconda della stagione: pere, mele, canapa in autunno, noci in inverno.
Le pere chiamate allora "pir" erano di una qualità oggi pressoché scomparsa, non erano commestibili come quelle di oggi ed avevano una forma simile al pomodoro.
Questa qualità di pere, insieme alle mele, venivano prima frantumate nella macina e poi passate sotto il torchio per essere pressate e ne veniva estratto un tipo di vino chiamato dalla gente del posto "vign at pir".
La canapa invece veniva nel torchio preparata per la filatura che si svolgeva nella stagione fredda e per la successiva tessitura che veniva fatta per lo più in primavera.
Le noci infine venivano macinate e poi messe sotto la pressione del torchio per la produzione di olio ad uso domestico.
Quest'ultima attività venne però abbandonata già all'inizio del nostro secolo in quanto questo tipo di olio era facilmente reperibile sul mercato.
Naturalmente per tutte queste operazioni sia il torchio che la macina erano fatte funzionare a mano ed erano quasi sempre i ragazzi che si assumevano questo incarico non perché il lavoro non fosse faticoso, ma perché dovevano essere disponibili almeno otto persone per poter avere un cambio in quanto non era possibile lavorare in più di quattro per volta.
Ciò permetteva loro negli intervalli di chiacchierare, cantare e suonare mentre a lavoro finito potevano anche ballare e sgranocchiare caldarroste trasformando così la dura fatica in un divertimento.
Alcuni anni fa gli abitanti di Croveo che ne erano i proprietari dimostrando notevole lungimiranza ed attaccamento alle loro tradizioni lo hanno ceduto alla Comunità Montana a condizione che la stessa si impegnasse, così come ha poi fatto, a ristrutturare questo antico attrezzo da lavoro che farà conoscere alle future generazioni un lembo di vita dei loro avi.

Tratto da:
Pro Loco di Baceno




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